accordo Quadro AVIF e FFI

accordo Quadro AVIF e FFI

– ACCORDO QUADRO –

 tra i sottoscritti:

 

AVIF – Associazione Vivaisti Forestali C/da Misteci snc

93100 Catanissetta

mail assvivaistiforestali@libero.it PEC: avif@pec.associazioneavif.it www.associazioneavif.it

P.I.V.A. 01937100855 C.F. 92062160855

 

 

 

Fondo Forestale Italiano onlus via Napoli, 29

03036 Isola del Liri (FR) mail info@fondoforestale.it PEC fondoforestale@pec.it www.fondoforestale.it

CF 91030740608

PREMESSO CHE

 negli ultimi anni il regresso della flora spontanea ha raggiunto ritmi preoccupanti in tutto il pianeta: quarantamila specie vegetali rischiano di estinguersi nei prossimi 50 anni. Si rischia, pertanto, di perdere 1/4 della diversità biologica del mondo. Le piante oggi esistenti e quelle conservate sono il risultato di 3000 milioni di anni di evoluzione e di 000 anni di coltivazione e selezione, ma solo 3/4 hanno un’importanza economica;

  • dal 1900 in poi, si è perso il 75% della diversità genetica e, malgrado gli sforzi compiuti da parte della Comunità e dei suoi Stati membri per affrontare il problema della riduzione o perdita della diversità biologica, le attuali misure non bastano per consentire un’inversione di tendenza (direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21/05/92 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche; decisione del Consiglio del 25/10/93 relativa alla conclusione della Convenzione sulla diversità biologica 93/626/CEE; Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa; );
  • il Bacino del Mediterraneo è caratterizzato da un’elevata biodiversità. Negli ultimi tempi esso è sempre più interessato da un impoverimento crescente della sua articolata composizione floristica;
  • in questo scenario diventa prioritaria la necessità di salvaguardare, proteggere e conservare i “pool genici” delle popolazioni vegetali delle diverse aree del pianeta;
  • le attività umane sono sempre state, in concreto, tra i fenomeni principali di incidenza sugli equilibri territoriali e dell’ecosistema; nella maggior parte dei casi sono state proprio queste a causare la scomparsa di numerose specie vegetali e in alcuni casi di interi habitat;
  • l’ importanza del Piano Nazionale sulla Biodiversità, che mette in evidenza la

 

ricchezza biologica tra le varie forme di ricchezza di una Paese (materiale, culturale, biologica), è stata finora sottovalutata. Tale ricchezza consiste nell’enorme numero di informazioni genetiche possedute da ciascuna specie, anche la più piccola.

Sebbene l’estinzione delle specie sia un fenomeno naturale, in quanto legato alla evoluzione di nuove specie, l’intervento dell’uomo, in particolare con deforestazione, urbanizzazione selvaggia e tecnologie non appropriate, ha amplificato questo fenomeno di migliaia di volte.

 

Le conseguenze di questa erosione della biodiversità saranno certamente gravissime in quanto le numerose specie di animali, di piante e di microrganismi, in gran parte ancora da scoprire, sono fonte potenziale di una ricchezza da utilizzare sotto forma di sostanze medicinali, alimenti e altri prodotti di importanza sociale ed economica.

La conservazione della biodiversità è un imperativo etico perché rappresenta non solo un bene da difendere e da trasmettere alle generazioni future per il miglioramento della qualità della vita, ma è esso stesso un bene, che ha il diritto alla propria esistenza.

Per conservare la biodiversità e garantire una equa distribuzione dei vantaggi derivanti dalla biodiversità tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, nel corso della Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 è stato steso il testo della Convenzione sulla Diversità Biologica, sottoscritto dal nostro Paese nel 1993 e a cui hanno aderito finora circa 170 Paesi. Agli impegni assunti con la sottoscrizione della Convenzione si è ottemperato con la legge 14 febbraio 1994 n. 124 “Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla biodiversità, con annessi, fatta a Rio de Janeiro il 15 giugno 1992” e con la successiva Deliberazione 16 marzo 1994 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica: “Approvazione delle linee strategiche per l’attuazione della Convenzione di Rio de Janeiro e per la redazione del Piano Nazionale sulla

Biodiversità”;

VISTO

 il dettato della Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali europei (1979);

 

  • il dettato della Convenzione sulla Diversità Biologica (1992);

 

  • il Protocollo sulle aree specialmente protette e sulla diversità biologica nel Mediterraneo della convenzione di Barcellona (10 giugno 1995);

 

  • il recente rapporto delle Nazioni Unite da cui risulta che sono circa 110 i paesi affetti da desertificazione e che circa il 30% del totale delle terre emerse sarebbero colpite o a rischio di desertificazione;

 

  • che l’Italia e i paesi del Mediterraneo ricadono in questo contesto di crisi ambientale con problematiche legate alle variazioni climatiche con prolungati periodi di siccità, alla presenza di suoli con marcata tendenza all’erosione, all’alta frequenza di incendi boschivi, allo sfruttamento eccessivo delle risorse idriche;

 

  • l’articolo 7 della Convenzione sulla Diversità Biologica (Rio de Janeiro), il quale richiede ai paesi contraenti che “ identifichino le

 

componenti della biodiversità importanti per la sua conservazione e il suo uso sostenibile e ne effettuino il

 

  • monitoraggio, attraverso campionamenti o altre tecniche ”;

 

  • l’obiettivo 2 del Piano Nazionale sulla Biodiversità che mira alla realizzazione di ricerca di base e applicata, individuando tra i soggetti della ricerca, oltre alle Università, anche il CNR, l’ICRAM, le ONG ed enti ed istituzioni operanti nel campo della biodiversità;

 

  • l’obiettivo 4 del Piano Nazionale sulla Biodiversità relativo alla conservazione in situ che evidenzia la necessità di:
    • conservare i caratteri peculiari, gli aspetti strutturali e i processi funzionali degli ecosistemi e di conservarne le funzioni;
    • conservare le dimensioni, la struttura, la distribuzione delle specie selvatiche e contenere i fattori di rischio;
    • conservare il pool genico delle specie selvatiche e prevenire i processi di erosione

 

  • l’obiettivo 7 del Piano Nazionale sulla Biodiversità finalizzato alla conservazione ex situ per preservare il patrimonio genetico delle realtà locali ed evitare i fenomeni di inquinamento genetico attualmente in corso;

 

  • l’obiettivo 7 del Piano Nazionale sulla Biodiversità relativo alla conservazione ex situ quale strategia fondamentale, quest’ultima, di conservazione della biodiversità quando questa è gravemente minacciata, oppure quando il numero degli individui di una specie è fortemente

CONSIDERATO CHE

 

  • il Piano Nazionale sulla Biodiversità vuole promuovere la cooperazione dei vari paesi per l’attivazione di misure per la conservazione della biodiversità nel Bacino del Mediterraneo;

 

  • Il Fondo Forestale Italiano Onlus ha come compito istituzionale la conservazione di boschi esistenti e la creazione di nuovi boschi in terreni agricoli e pertanto ha la necessità di reperire semi e piante certificati autoctoni nelle varie aree geografiche in cui opera.

 

  • Il Fondo Forestale Italiano Onlus intende creare un rapporto di collaborazione con AVIF associazione vivaisti forestali per avvalersi delle loro professionalità specifiche, metodologie, procedimenti esclusivi, strutture e

 

RILEVATO CHE

 

  • AVIF è un’associazione che opera nel campo della tutela e della valorizzazione dell’ambiente naturale favorendo la conservazione e la corretta valorizzazione dell’ambiente naturale mediante le attività di studio, di ricerca, di divulgazione e di educazione ambientale anche in collaborazione con soggetti pubblici e privati, e promuove corsi di formazione mirati alla difesa e alla valorizzazione dell’ambiente naturale;

 

  • AVIF svolge, quale attività principale, la conservazione del germoplasma, in situ ed ex situ, delle specie autoctone atta a prevenire la scomparsa degli ecotipi locali finalizzate al restauro ambientale del territorio;

 

  • AVIF, con le proprie strutture, Soci effettivi, Vivaisti Forestali, ha sviluppato attività di ricerca e sperimentazione in collaborazione con Università e Centri di Ricerca pubblici e privati finalizzate a promuovere, tra altro, anche la selvicoltura naturalistica per il corretto sfruttamento delle risorse forestali;

 

  • AVIF, per un più completo svolgimento della predetta attività di conservazione, ha promosso la nomina del Comitato Tecnico Scientifico per la sua corretta gestione e per il riequilibrio del territorio e la tutela dell’ambiente. Il Comitato, a livello nazionale, svolge la propria attività mirata principalmente a favorire la conoscenza e lo scambio di esperienze tra i suoi membri, a stabilire rapporti ed a promuovere il confronto con Organi istituzionali, Enti e Associazioni, studiosi e operatori che, a qualsiasi livello, si occupino di ricerca, di programmazione e predisposizione di servizi per l’agricoltura, di tutela dell’ambiente e della Inoltre, redige un programma operativo annuale di conservazione delle specie autoctone degli ecotipi locali, garantendone lo sviluppo sotto il profilo tecnico scientifico, e indirizzandone e verificandone la completa attuazione ed il raggiungimento degli obiettivi;

 

  • FFI ritiene l’AVIF un’associazione di livello nazionale operante, nel settore dal 2014, dotata di competenze specifiche, di un elevato livello tecnologico e di metodologie innovative, di risorse professionali altamente specializzate e, pertanto, idonea a rispondere all’esigenza di perpetuare nel tempo il patrimonio vegetale del pianeta, sì da conservarlo intatto per le generazioni presenti e future;

 

  • AVIF ritiene il FFI una valida associazione operante a livello nazionale per la creazione di nuovi boschi e la conservazione di quelli esistenti;

 

  • le parti intendono utilizzare, in termini di reciprocità e complementarietà, le proprie specifiche competenze tecniche e professionali in modo da creare una sinergia in grado di incrementare il know-how tecnico ed ottimizzare le rispettive capacità scientifiche e di metodologia applicata;

 

  • le parti intendono instaurare un permanente rapporto di collaborazione tecnica e di eventuale fornitura di materiale vegetale cert. Dlgs 386/03, proveniente dai soci effettivi AVIF, che ha, come obiettivo primario quello di promuovere, sviluppare e acquisire un numero sempre maggiore di conoscenze tecnico-scientifiche da utilizzare nel settore della conservazione e di restauro dell’ambiente;

 

 

Per tutto quanto sopra precisato, da ritenersi parte integrante e sostanziale del presente accordo, le parti stipulano e convengono espressamente quanto segue:

 

 

ART. 1 – Oggetto dell’accordo

 

L’AVIF e FFI considerano l’attuazione del presente accordo parte integrante del progetto strategico euromediterraneo per la conservazione in situ ed ex situ del Piano Nazionale sulla Biodiversità e, pertanto, creano uno stabile rapporto di collaborazione di natura tecnico – scientifica finalizzato alla conservazione del germoplasma, in situ ed ex situ, alla tutela e conservazione della natura nel bacino euromediterraneo.

 

 

ART. 2 – Finalità dell’accordo

 

Le parti si impegnano a procedere alla difesa e al recupero delle specie minacciate attraverso la conservazione del patrimonio genetico, delle specie e degli ecosistemi in situ nelle aree ove opera il FFI, e delle specie e degli ecosistemi al di fuori delle aree protette (ex situ) nella struttura di Conservazione del Centro Operativo per la Difesa ed il Recupero dell’Ambiente, quale strumento di organizzazione delle conoscenze. Si impegnano, altresì, a divulgare i programmi scaturiti dal presente accordo a mezzo di specifico sistema informativo collegato e integrato al nodo italiano del Clearing-House Mechanism.

 

ART. 3 – Obiettivo dell’accordo

 

3.1- Le parti collaboreranno, ciascuno nell’ambito delle proprie specifiche competenze e conoscenze, alla preparazione, ricerca, sviluppo, programmazione, gestione e realizzazione di progetti di interesse comune nel settore della tutela e conservazione della natura nel bacino euromediterraneo, per la difesa ed il recupero delle specie minacciate, per la creazione di nuovi boschi e la conservazione di boschi esistenti.

 

3.2- Le parti concordano di avviare strategie generali per la conservazione della biodiversità, oltre quella forestale, e concretizzare specifici progetti “obiettivo” nell’ambito delle strategie di cooperazione con i paesi in via di sviluppo. In particolare, si tratterà di avviare ed attuare progetti integrati tra l’Italia ed i paesi terzi che interessino trasversalmente le tre convenzioni UNCED ’92 : mutamento del clima,

 

lotta alla desertificazione e difesa della biodiversità.

 

ART. 4 – Modalità di attivazione

 

4.1- L’attivazione del singolo progetto obiettivo comunicato al Comitato Tecnico Scientifico potrà avvenire secondo forme che verranno concordate volta per volta tra le parti.

4.2 – I rapporti tra le parti saranno disciplinati e regolamentati in separati e specifici accordi, per ogni singolo progetto obiettivo.

 

 

ART. 5 – Impegni reciproci

 

5.1- Nell’ambito del rapporto di collaborazione tecnica le parti si impegnano a predisporre programmi di ricerca e studi di fattibilità allo scopo di promuovere, sviluppare e acquisire un numero sempre maggiore di conoscenze tecnico-scientifiche nei settori della conservazione del germoplasma, la creazione di nuovi boschi e la conservazione di boschi esistenti.

5.2- Le parti si impegnano ed obbligano a mettere a disposizione tutte le conoscenze ed informazioni tecniche, le metodologie applicate e qualsiasi altro elemento presente e/o futuro che possa risultare utile ai fini dell’esecuzione dei progetti obiettivo.

5.3- Le parti si impegnano ad attivare, ciascuna per le proprie competenze, tutte le procedure per attivare finanziamenti regionali, nazionali, comunitari e/o transnazionali.

 

 

ART. 6 – Durata

 

Il presente Accordo Quadro resta in vigore 5 anni dalla sottoscrizione e si rinnoverà su formale richiesta consensuale delle parti interessate almeno sei mesi prima della scadenza.

 

 

ART. 7 – Domicilio delle parti

 

Il domicilio delle parti è quello risultante dall’intestazione del presente atto e le parti provvederanno a darsi reciprocamente pronta comunicazione scritta di ogni cambiamento.

Il presente accordo quadro si compone di n. 7 articoli, ed impegna le parti al rispetto delle pattuizioni sopra descritte.

La lettura e successiva sottoscrizione del presente contratto è avvenuta per via telematica Letto, confermato e sottoscritto.

Caltanissetta, 20 Giugno 2020

per AVIF il presidente

Francesco Matraxia

Per FFI il presidente

Emanuele Lombardi